Referendum Cannabis legale. What if…?

Il 17 settembre 2021, dopo una settimana dalla presentazione del quesito referendario, vengono raggiunte le 500.000 firme per il referendum “Cannabis Legale”. Il risultato è stato un fulmine a ciel sereno per tutti gli schieramenti politici.

È risaputo quanto l’argomento sia divisivo all’interno dell’opinione pubblica e quanto il dibattito politico non aiuti, risultando quasi del tutto inesistente e, a volte, persino stantio.

Svariati Stati americani hanno compiuto il grande passo di accogliere la tanto dibattuta pianta nella propria economia e vita quotidiana; confrontare i dati con le paure degli scettici e le aspettative dei favorevoli potrebbe aiutare a fare chiarezza.

La paura più diffusa tra i contrari alla legalizzazione è l’aumento del consumo da parte dei più giovani. Secondo uno studio dell’associazione statunitense CATO, il numero degli adolescenti consumatori rimarrebbe pressoché invariato mentre aumenterebbero significativamente, secondo uno studio di Magdalena Cerdá, i consumatori over 26

In correlazione alla paura dell’aumento del consumo, vi è quella del prezzo. I più scettici sostengono che quest’ultimo crollerebbe in maniera incontrollata e che ciò incentiverebbe il consumo. Chiaramente, il prezzo non potrebbe far altro che scendere data la regolarizzazione del mercato. La situazione illustrata dalla CATO, però, risulta essere tutt’altro che tragica: da 270 dollari per oncia (circa 30g) si arriva a un prezzo medio in tutti gli Stati di 230 dollari, una diminuzione di neanche il 10%

Fonte: Cato Institute

Se si pensa, però, che il consumatore verrebbe allontanato dalla criminalità organizzatatutelato dallo Stato e capace di poter riconoscere e scegliere tra prodotto di bassa ed alta qualità, il gioco ne varrebbe la candela?

Rimanendo in ambito economico, un recente report di Leafly ha dichiarato che grazie alla legalizzazione sono stati creati più di 300.000 nuovi posti di lavoro negli USA, di cui 70.000 solo nel 2020, una crescita media del 27.5% per anno che non accenna ad arrestarsi. Per non parlare degli introiti fiscali dello Stato provenienti dal mercato della cannabis, i quali, sempre stando alla CATO, si aggirano intorno ai 50 milioni di dollari mensili per lo Stato della California e una media di 20 milioni per WashingtonOregon e Colorado.

Un’altra paura molto diffusa, e che ancora oggi alimenta lo scetticismo, è che la cannabis sia un trampolino di lancio verso droghe più pesanti come la cocaina. La CATO offre nuovamente uno specchio positivo, sostenendo che l’uso di cocaina è rimasto invariato negli Stati dove la cannabis è legale ed è persino in linea con la tendenza dell’intera nazione. Non ci sono riferimenti espliciti ad altre droghe pesanti.

La stessa CATO, supportata anche da un altro studio degli economisti Benjamin HansenKeaton S. Miller e Caroline Weber, offre una stima del numero di incidenti stradali e crimini violenti negli Stati Uniti: quasi del tutto invariata dopo la legalizzazione.

Fonte: “Jobs Report 2021” in Leafly, B. Barcott, B. Whitney, J. Bailey

Se da un lato i benefici della legalizzazione sembrano essere molteplici ed evidenti, dall’altro lato rimangono i dubbi sulla pericolosità del prodotto che, essendo una sostanza psicotropa, ha effetti a lungo termine non certi e ancora in fase di ricerca. Non resta che attendere la Cassazione e, nel caso di una risposta positiva, e in attesa delle votazioni che si svolgeranno nella primavera del 2022, si auspica ad un coinvolgimento più intelligente e sostanziale da parte dei vari partiti all’interno del dibattito politico.

A cura di Gianmarco Solimeno

Fonte: Cato Institute; “Jobs Report 2021” in Leafly, B. Barcott, B. Whitney, J. Bailey.

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