Mondiali di staffetta in Polonia: Gioia e Dolori ma… che Italia!

Mentre il duomo di Milano viene sommerso da un’onda neroazzurra, a Chorzow in Polonia, l’Italia ha fatto parlare di sé in positivo: stiamo parlando dei Campionati Mondiali di staffetta. L’Italia torna a casa con due ori (4×400 mista e 4×100 donne) e una medaglia d’argento (4×100 maschile). A questi risultati c’è da aggiungere che la nostra nazionale, presentatasi con ben 5 quartetti a Silesia21, si è qualificata per le gare di staffette presenti alle prossime Olimpiadi di Tokyo. Cinque scese in campo, cinque qualificate.

Gloria HooperAnna BongiorniIrene Siragusa e Vittoria Fontana sono le donne della 4×100 a cui dobbiamo il metallo più prezioso. Precisione, velocità, complicità e tanta cattiveria. Cambi di testimone da manuale, i primi 300 metri sono stati una battaglia che vedeva l’Olanda al primo posto (vittoria già prevista e scritta) eppure, nell’ultima frazione le olandesi non centrano l’ultimo cambio, perdono decimi preziosi che fungono da miccia per la cavalcata della nostra Vittoria Fontana, la quale taglia il traguardo al primo posto con un 10.47 affatto indifferente. Commozione, stupore e gioia nei suoi occhi, in quelli delle sue compagne, ma soprattutto nei nostri. 43.79 il crono finale. 

Edoardo ScottiGiancarla TrevisanAlice Mangione e Davide Re sono gli azzurri della nostra 4×400 mista. Una gara calcolata nel dettaglio dove la medaglia era molto prevedibile ma non scontata. Un Edoardo Scotti (come primo staffettista) che conduce una gara in gran controllo, chiudendo la sua fatica in gran rimonta sul Brasile. Cambia con la compagna Trevisan che resta sulla scia dei migliori. Sempre sul finale quest’ultima, tanto quanto Scotti, crea un vantaggio non indifferente che permette ad Alice Mangione una tenuta di gara in netto vantaggio. Re riceve il testimone e parte per l’ultimo giro di pista: anche per lui un rettilineo finale fatto di tanto cuore, carattere ma soprattutto solidità. Falcate decise e braccia pronte a spingere fino all’ultimo centimetro di pista, il risultato equivale ad un buon 3.16. 60.

Eseosa DesaluMarcell JacobsDavide Manenti e Filippo Tortu sono i giovani uomini della 4×100. Un secondo posto per loro un po’ amaro. Un primo cambio perfetto (Desalu corre forte e raggiunge Jacobs in modo impeccabile), che però apre la strada ad una corsa caotica. Jacobs chiude un’ottima seconda frazione, eppure, il cambio con il compagno Manenti risulta in disequilibrio. Quest’ultimo riesce ad evitare una invasione di corsia e prosegue, ma la caduta porta con sé un altro grosso problema: un ultimo cambio troppo lungo tra lui e Tortu. Filippo parte ma Manenti è troppo lontano per chiamare l’hop del cambio, Tortu rallenta per “aspettare” il compagno, in modo tale da riuscire ad effettuare il passaggio del testimone entro i limiti concessi. Un cambio al centimetro il loro. Tortu riceve il testimone e si avvia verso una corsa frenetica, fatta di rabbia e cattiveria agonistica. Chiudono quarti. Soltanto più tardi, per via delle squalifiche sia del quartetto del Ghana che del Brasile, l’Italia agguanta il secondo posto e conquista la medaglia d’argento. Una staffetta amara dunque. La nostra 4×100 maschile viene da un mondiale di staffetta (datato 2019 nella città di Yokohama) egualmente difficile. Anche lì, ultimo cambio problematico. Il duo Manenti-Tortu chiude fuori settore e la gara finisce a 80m dal traguardo. 

I nostri staffettisti hanno energia e talento da vendere, eppure tutto questo non sempre basta. L’atletica non è fatta solo di numeri, è fatta di casi, occasioni perse e non. Ma soprattutto, in gare come le staffette, è necessario essere abbastanza freddi da pensare in modo matematico, oggettivo, quasi freddo. 
Tutto questo non s’impara in campo o in pista, il massimo che si può fare è imparare a gestire al meglio che si può. La nostra Italia lo sa bene. L’ansia del dover essere così perfettamente in linea e cronometricamente impeccabili beh, ti schiaccia. Quel che conta è continuare ad avere fiducia nei propri compagni, continuare a correre e riprovarci fin quando ci sarà fiato. La 4×100 maschile ha con sé una flotta di tifosi pronti ad urlare e tifare ancora, ancora e ancora. Sempre fino a quando ci sarà fiato, anche per un semplice “forza ragazzi”. 
E allora forza ragazzi, ci vediamo a Tokyo, voi preparatevi che noi pensiamo a scaldarci la voce!

A cura di Lucrezia Anzideo

Immagini: Giancarlo Colombo/fidal

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