Dall’Epidemia all’endemia: un percorso per il ritorno alla normalità

Mai come al giorno d’oggi, la comunità mondiale e, in particolare, le élites di governo dovrebbero stimolare la ricerca scientifica e la riflessione collettiva. Eppure, la realtà dei fatti mostra la presenza di un atteggiamento censorio dei media che ha come conseguenze un’alta disinformazione e una divulgazione di notizie controproducenti alla lotta alla pandemia.

Science pubblica questo studio in cui si parla della transizione dall’epidemia a un virus endemico. Per ottenere tale risultato, bisogna fare in modo che il virus circoli, con valori che seguano un percorso diverso da R0=0.

 

Questo può essere attuato perché i sintomi delle infezioni sono più lievi rispetto all’anno che si è concluso.

La storia di ogni virus è quella di rendersi meno letale, altrimenti morirebbe il corpo che ospitante. Lo studio, di cui è stata fatta una traduzione, dà importanza alla riapertura e alla prevenzione dal SarsCovid.

I virus che inizialmente mietono un gran numero di vittime si adeguano riducendo la propria letalità, in modo da garantire la propria sopravvivenza. È cruciale però che la campagna tenga conto anche dei modi in cui sono condotti gli studi: secondo Peter Doshi, Professore di ricerca sui servizi sanitari farmaceutici dell’Università del Maryland, al momento la copertura del 95% prevede l’efficacy e non l’effectiviness, da stimare al ribasso: infatti, sul British Medical Journal, stima tra il 19 e il 29% la copertura, stando ai dati che sono stati pubblicati.

Premettendo l’utilità della vaccinazione, come strumento per la prevenzione delle malattie, c’è da tener conto che il profitto derivante da questo business è notevole: essendo quotate in borsa, dire che un vaccino copre al 95%, senza dichiarare se ci riferisca a efficacy/effectiviness induce alla perplessità, laddove sono attualmente in fase di sviluppo 60 vaccini, candidati all’utilizzo (dati aggiornati al 29 dicembre 2020).


Nello studio di Science viene riportato che “the key result from our model framework that explicitly recognizes that functional immunity to reinfection, disease, and shedding are different is that, in contrast with infections that are severe in childhood, SARS-CoV-2 could join the ranks of mild, cold-causing endemic HCoVs in the long run“, così come poco oltre si deve valutare la differenza di risposta tra la vaccinazione e l’infezione naturale.

La attuale gestione della vaccinazione è stata condotta dal Ministro della Salute dell’Unione Europea Sandra Gallina, a cui segue la discussa gestione della Von Der Leyen

Ad ogni modo occorre ragionare sull’endemicità del covid, sia perché è impossibile azzerare il contagio, sia perché la storia di tutti i virus segue questo percorso.

L’articolo di Science sembra particolarmente rassicurante sulla pericolosità del SarsCovid, cosa che non si traduce nella sua sottovalutazione: “If frequent boosting of immunity by ongoing virus circulation is required to maintain protection from pathology, then it may be best for the vaccine to mimic natural immunity insofar as preventing pathology without blocking ongoing virus circulation. Preliminary results suggest the adenovirus-based vaccine is better at preventing severe than mild or asymptomatic infections (23), and it will be important to collect similar data for the other vaccines. Should the vaccine cause a major reduction in transmission, it might be important to consider strategies that target delivery to older individuals for whom infection can cause higher morbidity and mortality, while allowing natural immunity and transmission to be maintained in younger individuals.”, così come si parla della possibilità dei vaccini adenovirali di prevenire meglio i sintomi gravi rispetto a quelli moderati (che fortunatamente sono la maggior parte).

Si procederà ugualmente verso la riapertura. La Russia, a 40 giorni dalla riapertura, vede scendere i decessi, mentre i casi attivi calano drasticamente:

Stando a quanto pubblicato, la popolazione vaccinata è del 1,5%.

Può darsi anche meno perché non tutti hanno completato tutti il percorso di due dosi. Unendo l’articolo de Il Fatto Quotidiano, i dati della campagna vaccinale e i dati pubblicati su Worldometer sembra che lo studio pubblicato su Science acquisti una maggiore affidabilità. Tutte cose che, però, devono essere valutate da persone competenti, o persone che non abbiano dei conflitti di interessi (e questa lista potrebbe non finire mai, dato che si è aperto uno scenario sterminato).

Non è facile, ma sono sicuro che ne verremo fuori relativamente presto, stando alle dichiarazioni di questi giorni: JP Morgan ritiene che la fine della pandemia ci sarà a breve, entro Aprile/Maggio.

Lavine, Bjornstad e Antia, con lo studio pubblicato su Science, pongono un ottimo punto di partenza per capire come proseguire con la risoluzione di questa situazione che ha modificato momentaneamente il nostro stile di vita.

M.P.

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