Cosa si intende per sicurezza energetica?

Cos’è la sicurezza energetica e qual è il legame con la sicurezza nazionale?

Breve excursus storico. Il primo punto dal quale è necessario partire, per poter poi comprendere a pieno il concetto di sicurezza energetica, è l’aspetto teorico della sicurezza nazionale. Il concetto “tradizionale” di sicurezza nazionale era ancorato alla dimensione militare e al principio stesso di sopravvivenza fisica. Per comprendere come tale concetto sia mutato e si sia sviluppato nel tempo, è utile riferirsi ad un contesto come quello della guerra fredda. In quegli anni, vi erano due fronti contrapposti dal punto di vista militare, con confini rigidi e ben visibili ed un nemico facilmente individuabile; la controparte era una minaccia militare per lo Stato e andava ad incidere sul concetto stesso di sopravvivenza. Dal punto di vista occidentale, il nemico era l’Unione Sovietica. L’URSS rappresentava una minaccia che poteva potenzialmente, anche ed ovviamente per l’armamento atomico, mettere in discussione la sopravvivenza degli Stati. Il concetto di sicurezza nazionale, quindi, anche se pregno di svariate sfumature al suo interno, era semplice e lineare. Il professor Alessandro Colombo, in Retorica e geopolitica della sicurezza, intende la sicurezza come “safety cioè, prima di tutto, integrità territoriale e sopravvivenza dello Stato”.

Il grande mutamento del concetto di sicurezza nazionale si è avuto a partire dal 1989 quando è venuta meno una delle variabili che la compongono: la minaccia (sovietica). Con la caduta del muro di Berlino, il campo semantico di sicurezza nazionale si emancipa dalla dimensione militare, arrivando ad abbracciare quelle dimensioni capaci di impattare direttamente sul benessere dei cittadini. Non ci si limita più alla protezione fisica dei cittadini da una minaccia militare ma vi è un allargamento del concetto di sicurezza che arriva ad includere anche la dimensione economica, quella dei diritti umani e quella ambientale.

È possibile pacificamente affermare che nel 2021 la sicurezza economica sia un pilastro fondamentale per la sicurezza di tutti i paesi e che, al suo interno, una fetta enorme sia occupata proprio dalla sicurezza energetica. 

Cos’è la sicurezza energetica?

Da nessuna singola quantità, da nessun singolo processo, da nessun singolo paese, da nessuna singola rotta e da nessun singolo giacimento dobbiamo dipendere. La sicurezza e la certezza del petrolio stanno nella varietà e nella varietà soltanto”. 

Winston Churchill

L’International Energy Agency definisce la sicurezza energetica come la disponibilità ininterrotta di fonti di energia ad un prezzo ragionevole. Esiste un legame profondo tra la fornitura, la disponibilità delle risorse naturali necessarie per la generazione dell’energia e la sicurezza energetica. L’accesso all’energia ad un prezzo ragionevole (ad un buon mercato) è essenziale per il funzionamento della vita politica, economica e sociale dei sistemi contemporanei.

A questa definizione classica, l’UE aggiunge la caratteristica di salvaguardia dell’ambiente: la sicurezza ambientale.

La Commissione Europea definisce la sicurezza energetica come la possibilità di garantire, per il benessere dei cittadini e il buon funzionamento dell’economia, la disponibilità fisica e continua dei prodotti energetici sul mercato ad un prezzo accessibile a tutti i consumatori (privati e industriali) nel rispetto dell’ambiente e nella prospettiva dello sviluppo sostenibile. Per parlare di sicurezza, quindi, non è sufficiente che gli Stati abbiano una garanzia sulle fonti ma è necessario che le risorse utilizzate abbiano un requisito di rispetto della sicurezza ambientale. Il cambiamento climatico e la sicurezza ambientale non sono più solo una questione di affari internazionali e di negoziati internazionali ma di sicurezza.

La sicurezza energetica è un punto di intersezione tra sicurezza nazionale, intesa in senso più ampio, e la disponibilità delle risorse che sono necessarie per garantire la vita politica, economica e sociale all’interno del paese; vita che oggi non può esistere senza un’energia ad un costo ragionevole. E’ un concetto interdisciplinare, impossibile da analizzare disgiuntamente ad altri ambiti su cui impatta, e mutevole perché cambia a seconda che venga inteso dal punto di vista di un paese esportatore di risorse o da quello di uno importatore. Per esempio, per un paese esportatore di petrolio, la sicurezza sarà quella di garantirsi una forma di domanda del proprio prodotto. Nella misura in cui cresce la domanda del prodotto che esporta, cresce anche la forza, il posizionamento e la sicurezza energetica del paese. Viceversa, un paese importatore dipende dalla capacità di approvvigionamento di quella risorsa.

La distribuzione di queste forme energetiche ha creato una sorta di disparità, un panorama geopolitico molto peculiare che ha portato alcuni paesi in una posizione di forza ed altri in una posizione di maggiore vulnerabilità. Le relazioni energetiche sono parte rilevante delle relazioni internazionali e riguardano la sicurezza energetica del paese e la possibilità dello stesso di occupare una determinata posizione o esercitare una certa forma di potenza a livello internazionale. 

Qual è il bene protetto dalla sicurezza energetica? 

  • Il funzionamento del proprio sistema: senza energia non è possibile lo svolgimento della vita politica, economica e sociale.
  • La vulnerabilità internazionale del proprio sistema: un paese che è energicamente vulnerabile, perché fortemente dipendente, è sicuramente più debole nella logica di equilibri di potenza a livello internazionale rispetto a paesi che, invece, possono utilizzare la leva dell’energia. Lo è stato, per esempio, con gli idrocarburi: il controllo delle stazioni, il potere sulla  risorsa, il control over commodity era, ed è in certi termini, importante per l’influenza di poteri internazionali. 
  • La competitività del proprio sistema: se per produrre una unità di prodotto un paese utilizza una energia che costa meno, a partita di prodotto, l’azienda nazionale è più competitiva rispetto a quella di un altro paese che si avvale di un’energia più costosa. 

I sistemi contemporanei sono basati su una fornitura costante, su un’esigenza costante di energia.

Qual è il rischio di un modello tradizione di sicurezza energetica basato sul controllo della commodity, sul controllo della risorsa molto concentrata e potenzialmente scarsa, cioè esauribile (es. petrolio)?

La preoccupazione di un paese è quella di rimanere improvvisamente senza energia a causa di una qualsiasi ragione che determini il blocco delle forniture, come ad esempio una guerra, un evento naturale o lo scontro diplomatico tra paesi. Gli Stati, spinti dalla necessità di non rimanere schiacciati o di essere dipendenti dalla variazioni di prezzo del mercato globale su una variabile, hanno come obiettivo quello di controllare la commodity. Il control over commodity genera, quindi, uno stress sulla sicurezza internazionale. L’importazione non è mai un problema in un mondo tendenzialmente globalizzato ma la dipendenza è sempre un rischio.

Quali sono le reazioni che un paese può avere di fronte ad una situazione di dipendenza energetica o di emergenza energetica? 

  • Consumare di meno: consumare meno energia riduce la dipendenza del paese da altri. E’ quello che in termini tecnici va sotto la categoria di efficienza energetica, rendere più efficiente il sistema.
  • Diversificare le rotte di approvvigionamento, ampliando il numero di soggetti dai quali il paese importa quella risorsa di cui ha bisogno. Più è il numero dei soggetti e meno è rischiosa la dipendenza da uno o da più di questi.
  • Diversificare le fonti: diversificare le risorse all’interno del mix energetico, non adopero solo ad es. il gas ma anche altri risorse, alcune delle quali il paese è in grado di controllare.     

E’ proprio quest’ultima una delle leve che ha portato alla crescita significativa delle energie rinnovabili.

L’Occidente si è trovato per decenni in balia dei rischi economici e politici derivanti da un sistema incentrato sul petrolio. La prima spinta, seguita dalla sempre più crescente consapevolezza a livello internazionale della fragilità del sistema pianeta e dell’urgenza di un’azione volta a contrastare le emissioni delle fonti fossili, deriva proprio dalla vulnerabilità economica dei paesi che dipendono dalle importazioni di petrolio. Emblematica è la crisi del 1974 che ha pienamente dimostrato l’esposizione dell’Occidente al ricatto dell’OPEC.

L’Unione Europea è sempre stata in una posizione particolare, essendo una grande area industriale e produttiva ma estremamente povera di risorse tradizionali (idrocarburi). Per decenni, infatti, si è ritrovata in una posizione di dipendenza assoluta. La componente energetica è all’origine dell’Unione Europea stessa (CECA, EURATOM) e il tema della sicurezza energetica non ha mai cessato di essere uno degli assi portanti. Dipendendo per il 70% del fabbisogno di gas dalla fornitura di 3 paesi, è evidente che presenta un problema centrale di sicurezza energetica, cioè di approvvigionamento. Conscia di questa situazione di dipendenza, ha individuato nella tematica energetica e di sostenibilità una lega strategica fondamentale. Il Green Deal europeo è un piano volto ad inquinare meno (obiettivo primario: carbon neutral) ma anche per arrivare ad una maggiore indipendenza energetica e, quindi, ad una competitività economica e politica maggiore dei paesi membri sulla scena internazionale.

Vento, sole e acqua sono risorse presenti in maniera diffusa e, sfruttandole, lo Stato può determinare un cambiamento della sua posizione di dipendenza nei confronti dei paesi esportatori. Non c’è più un controllo sulla commodity ma vi è un controllo sulla tecnologia: controll over tecnologhy.

Cosa vuol dire che il mondo si sta evolvendo verso un modello basato sul controll over tecnologhy? Lo approfondiremo nel prossimo articolo.

Vittoria Ferrone

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...