L’Italia istituisce la Zona Economica Esclusiva. Cos’è la ZEE?

Dopo oltre vent’anni, approda finalmente in Parlamento una proposta di Legge per l’istituzione di una Zona Economica Esclusiva (ZEE) che attribuirà all’Italia, una volta approvata, “il diritto esclusivo di sfruttare tutte le risorse economiche”, sia biologiche che minerali, in una porzione di mare estendibile fino ad un massimo di 200 miglia a partire dalla linea di base del mare territoriale.  

Il regime di sovranità sugli spazi marittimi è stato definito a seguito di un lungo processo di negoziazione condotto nell’ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e conclusosi nel 1982 con la Conferenza di Montego Bay, entrata ufficialmente in vigore nel 1994 con la deposita del sessantesimo strumento di ratifica necessario all’adempimento della condizione sospensiva stabilita.

Nations convention of the Law of the Sea via legal.un.org

A Montego Bay venne deciso che la sovranità dello Stato in mare si esprime per fasce contigue alla costa: 

  • la prima fascia tutela la piena sovranità statuale sulle acque interne, ossia gli estuari, le lagune, le baie e gli arcipelaghi, che sono posti entro la linea di base delimitante i confini geometrici dello Stato; 
  • la seconda fascia è quella delle acque territoriali, su cui lo Stato esprime una sovranità simile a quella esercitata sulla terra ferma e che arriva sino a 12 miglia nautiche dalla linea di base;
  • la terza fascia è detta zona contigua, si estende per altre 12 miglia e qui lo Stato può esercitare controlli doganali o di sicurezza su tutte le navi di passaggio;
  • la quarta fascia definisce la Zona Economia Esclusiva (ZEE) che può essere proclamata dallo Stato sino a 200 miglia nautiche dal limite della linea di costa. La ZEE permette allo Stato di tutelare lo sfruttamento esclusivo di tutte le risorse presenti in mare. Per quanto riguarda le risorse dei fondali, lo Stato può controllarne lo sfruttamento esclusivo in corrispondenza della piattaforma continentale, ovvero la continuazione naturale della terraferma fino allo sprofondamento nella scarpata che per convenzione è stabilito a 200 metri al di sotto del livello del mare;
  • infine vi è l’alto mare, non sottoposto ad alcuna sovranità. 

La corsa all’istituzione della propria ZEE è stata iniziata da Cipro nei primi anni del 2000 attraverso la stipulazione di accordi circa la sua definizione con Libano, Israele ed Egitto. All’iniziativa della piccola Repubblica Cipriota si sono ben presto accodati altri Paesi del bacino mediterraneo quali Tunisia, Libia, Spagna, Francia e più recentemente Algeria.

Il testo per l’istituzione di una ZEE oltre il limite esterno del mare territoriale è stato approvato all’unanimità alla Camera e dovrà ora essere sottoposto al voto del Senato.
Con la sua definizione l’Italia rafforzerà inequivocabilmente la sua centralità geopolitica e commerciale nel Mediterraneo.
Era ora.  

Fonti e approfondimenti: M. Marconi, P. Sellari, Spazi, luoghi e potere, Edizioni Nuova Cultura 2018, Roma.

Piercarlo Ghossoub

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