Allarme CoVid-19 in Venezuela: un problema secondario

Nonostante le misure preventive adottate dalla maggior parte degli Stati del continente latino-americano, la pandemia da Covid-19 continua a mietere vittime e il bilancio dei contagi è in costante aumento. Carissa F. Etienne, direttrice dell’Ufficio Panamericano dell’OMS, sottolinea una crescente preoccupazione per la situazione in America Latina. 

Ad oggi il Brasile è il Paese più colpito del continente ed è al secondo posto su scala mondiale per numero di contagi, dopo gli Stati Uniti. Seguono la classifica il Cile e il Perù, ma allarmante è anche la situazione in Venezuela, da tempo in preda ad una crisi umanitaria ed economica senza precedenti. L’emergenza sanitaria, però, sembra essere un problema secondario nella Repubblica Bolivariana, nonostante i contagi superino quota 11.000, con +337 casi registrati nelle ultime 24 ore. 

Un breve excursus 

Delfino di Hugo Chávez, Nicolás Maduro prende le redini del Governo nel 2013 e lo scorso anno presta giuramento per il secondo mandato come Presidente del Paese, scenario fortemente contestato dagli esperti internazionali e da molti governi stranieri. La spaccatura in seno politico si acuisce ancor di più, fino a giungere alla rottura definitiva a seguito dell’autoproclamazione del Presidente ad interim Juan Guaidó il 5 gennaio 2019. 

Il 28 Marzo del 2019 Nicolás Maduro revoca il ruolo al neoincaricato Presidente dell’Assemblea Nazionale Guaidó, destituendolo de facto da qualsiasi responsabilità politica per i successivi 15 anni, decisione considerata a sua volta illegittima dall’opposizione. 

Oltre alle forti tensioni politiche, la situazione economica e sociale raggiunge livelli drammatici negli ultimi quattro anni. L’iperinflazione e il drastico crollo del bolívar (moneta nazionale), la scarsità alimentare e le conseguenti emigrazioni di massa, le forti pressioni e la censura dall’alto, la recessione petrolifera e la debolezza della macchina statale, fanno sì che il Paese sia ben lontano dal gestire meticolosamente l’emergenza sanitaria. 

Come affronta il Venezuela l’epidemia mondiale?

Benché il Presidente abbia imposto una quarantena “radicale, sociale, disciplinata e consapevole”, l’esiguità alimentare e la mancanza di carburante, in parte dovuta al crollo delle importazioni a seguito delle rigide sanzioni statunitensi introdotte sul settore energetico, rendono il distanziamento sociale e le misure preventive impossibili da rispettare.

“Venezuela: 90 ore di coda per un pieno” di agcnews.eu

L’epidemia sembra essere una delle ultime preoccupazioni per numerosissime famiglie venezuelane, costrette quotidianamente a lunghe file per accedere ai supermercati, a code chilometriche presso i distributori di carburante e a sforzi immani nel reperire beni di prima necessità e medicinali. Le forti pressioni sul sistema sanitario inoltre, ridotto già da tempo ad uno stato indicibile, non giovano di certo alla situazione. 

Per giunta, si teme che il governo di Nicolás Maduro possa utilizzare la pandemia come attenuante per aumentare ulteriormente il proprio controllo sul Paese e sui cittadini venezuelani. 

Venezuela in ginocchio. Leombruni (ALI Onlus): «Covid 19, prevenire senz’acqua è impossibile»

Accordo Maduro-Guaidó

Lo scorso giugno 2020 si è giunti alla stipula di un accordo fra il governo di Maduro e quello dell’opposizione, al fine di coordinare gli sforzi contro la lotta al CoVid-19

Si tratta di un evento inatteso agli occhi della comunità internazionale. 

Le linee d’azione decretate nel documento, firmato da Julio Castro Méndez, infettivologo e Assessore alla Salute dell’Assemblea Nazionale, e dal Dottor Carlos Alvarado González, Ministro della Salute della Repubblica Bolivariana, si concentrano sulla protezione del personale sanitario, sull’isolamento dei casi positivi confermati e su un costante monitoraggio di quest’ultimi.

C’è chi parla di milagro politico e vede in questo primo avvicinamento le ceneri da cui possa nascere una futura collaborazione politica e chi, al contempo, parla di compromesso momentaneo e considera la firma come una risposta pragmatica al pericolo incombente dell’epidemia. 

Al di là delle possibili interpretazioni, è certo il fatto che l’accordo sia stato accolto positivamente dalla popolazione, ormai sfinita ed esausta da anni di stenti e lotte per la sopravvivenza e così favorevole a qualsiasi forma di collaborazione proveniente dall’alto. 

Mirida Mabel Rondon Mujica

Immagine di copertina via magistrale.gesuiti.it

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