Putin spegne le candeline del suo 20esimo anno al potere. Ripercorriamo insieme le tappe.

Il 7 maggio del 2000 Vladimir Vladimirovič Putin firma il suo primo mandato, dopo aver vinto le sue prime elezioni presidenziali il 26 marzo 2000

Alternandosi abilmente tra il ruolo di Presidente e Primo Ministro – in quanto i limiti costituzionali impediscono un terzo mandato consecutivo come Presidente – oggi sono 20 anni che governa la Federazione Russa. 

Ripercorriamo insieme le date della sua permanenza nel Cremlino e capiamo perché sui giornali leggiamo “20 anni al potere”.

Giuramento del 7 maggio 2000

Dopo aver lavorato 16 anni nel KGB (arrivando a ricoprire il grado di Tenente Colonnello), nel 1991 si dimette per intraprendere la carriera politica a San Pietroburgo. 

Nel 1996 si trasferisce a Mosca per lavorare nell’amministrazione del Presidente, il suo predecessore Boris Eltsin. 

Nel 1999 viene nominato dallo stesso Eltsin primo ministro ad interim. 

A seguito delle improvvise dimissioni del Presidente Eltsin, Putin svolge le funzioni di Capo dello Stato a partire dal dicembre 1999

Il 26 marzo del 2000 vince le sue prima elezioni presidenziali e il 7 maggio del 2000 firma il suo primo mandato di Presidente della Federazione Russa. 

Il 14 marzo del 2004 viene riconfermato in carica per il suo secondo mandato consecutivo, con un consenso di poco meno del 70%.

Allo scadere del suo secondo mandato, il Presidente Putin facilita l’ascesa del suo Primo Ministro Dimitri Medvedev come suo successore. 

Nel 2008 quest’ultimo vince le elezioni e Vladimir Putin ricopre nuovamente la carica di Primo Ministro. Nonostante la formale interruzione, Putin è ancora sostanzialmente al potere.

Il senato approva una modifica costituzionale, proposta dal Presidente Medvedev, che fissa una proroga al mandato Presidenziale da 4 a 6 anni. La riforma scatena grandi proteste anti-Putin alle porte delle imminenti elezioni presidenziali. 

Nel 2012 Putin e Medvedev si scambiano nuovamente i ruoli, quando Putin torna alla presidenza con il suo terzo mandato, dopo aver vinto le elezioni con più del 60% dei consensi.

Il 18 marzo 2018, Putin vince le elezioni presidenziali e si appresta a ricoprire la carica di Presidente della Federazione russa per la quarta volta. Contemporaneamente alla sua scontata vittoria, nell’opinione pubblica echeggiano polemiche circa l’effettiva democraticità delle elezioni.  

Dmitry Medvedev e il suo gabinetto si dimettono. 

Ricordiamo che ad oggi il limite fissato in Russia all’inizio del 2020 è di due mandati consecutivi.

Il 15 gennaio 2020, Putin propone le modifiche costituzionali e prepara il terreno per il 2024, quando avrà 67 anni e sarà obbligato a lasciare la presidenza dopo la sua permanenza nel Cremlino dal 1999. 

Il 16 marzo 2020 la Corte Costituzionale russa giudica conformi alla legge le modifiche costituzionali volute dal presidente Vladimir Putin e approvate dal Parlamento. Brevemente, tale riforma Costituzionale permetterà a Putin di candidarsi nuovamente per la carica di Presidente alle elezioni presidenziali del 2024, nonostante sia al suo secondo mandato consecutivo, limite massimo previsto oggi in Russia. 

La riforma, che avrebbe dovuto essere confermata con un referendum il 22 aprile 2020, è stata rinviata a data da destinarsi a causa del coronavirus.

Vittoria Ferrone

Foto: kremlin.ru

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