Kaypò: gli effetti del Covid-19 e di Bolsonaro

Raoni Metuktire è il capo del popolo “Mebêngôkre: il popolo che venne dall’acqua”, conosciuti con il nome di Kayopò. Si tratta di un popolo di indigeni situati in Brasile, nell’area che si estende tra gli stati di Parà e Mato Grosso, a sud del Rio delle Amazzoni e lungo il fiume Xingu. Gli stessi corsi d’acqua dai quali nasce il loro nome. 

Capo Raoni si è guadagnato la sua fama a livello internazionale attraverso le sue battaglia per la conservazione della foresta pluviale, martoriata dalla deforestazione illegale, da estrazioni, costruzioni di dighe e centrali idroelettriche, dalle monocolture di soia, dagli incendi, dal cambiamento climatico e dai piani del Presidente Bolsonaro.

Abbiamo già sentito parlare nel corso degli anni dei Guajajaras (i “Guardiani della foresta”), i popoli indigeni che abitano la foresta e la pattugliano, combattendo in prima linea e persino morendo per difendere il Polmone del mondo dai depredatori. Grazie alle sue continue lotte per preservare la cultura del suo popolo e di tutte le popolazioni indigene, Raoni è riuscito a far puntare l’occhio di bue del mondo su quella parte di terra in cui vivono più di 5000 indios appartenenti a diverse etnie. Il riconoscimento del suo attivismo in difesa del futuro della Foresta pluviale amazzonica gli ha fatto guadagnare una candidatura al premio Nobel 2020 per la pace. 

Agli inizi del 2020, spinto soprattutto dalla necessita di contrastare le attività distruttive del governo brasiliano, si è adoperato per un’ennesima impresa: riunire i popoli indigeni per fronteggiare il nemico della sua terra. Al suo appello hanno risposto ben 600 capi guida dei 47 popoli indigeni che abitano l’Amazzonia. Intere tribù hanno messo da parte l’astio e i conflitti del passato per firmare un vero e proprio Manifesto di denuncia delle attività – frutto delle politiche egoistico-distruttive chiamate comunemente “di sviluppo” – del Presidente Bolsonaro. 

Grazie al duro lavoro di attivismo del Capo Raoni e del suo popolo, gli indigeni non sono più soli. Al loro fianco si sono schiarati numerosi attivisti, associazioni, organizzazioni internazionali e personaggi dello spettacolo ma non è abbastanza. 

Oggi, oltre all’effetto Bolsonaro, gli abitanti e guardiani dell’Amazzonia, si ritrovano ad affrontare gli effetti del Covid-19. Il 16 aprile 2020, Raoni Metuktire lancia un appello al mondo intero che vale la pena ascoltare. 

Sulla nostra pagina Instagram @mercurio.blog trovate il video e la traduzione del messaggio. 

Il mondo intero soffre oggi a causa di questa terribile malattia. Per favore, aiutateci ad evitare un genocidio nei nostri villaggi”. 

Vittoria Ferrone

Tutte le immagini sono stata prese da Twitter.

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